GEODIVERSITA’ in ANTARTIDE: campagne geologiche in Terra Vittoria per comprendere i cambiamenti globali

In Antartide, la Terra Vittoria Meridionale sarà a breve, di nuovo, il teatro di una intensa e difficile attività di esplorazione geologica nell’ambito del progetto di ricerca del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide che proseguirà, anche nel biennio 2014-2015 la ricerca iniziata nel 2012 con il progetto CLITEITAM “Interazioni clima-tettonica lungo il fronte delle Montagne Transantartiche e confronti con il record artico”.

Con le sue diverse catene montuose che costituiscono una barriera di oltre 1000 km tra la voluminosa calotta di ghiacci dell’Antartide Orientale e il Mare di Ross, o l’omonima piattaforma di ghiacci estesa quanto la Francia, la regione rappresenta una regione chiave del pianeta ove il più grande sistema di fratture crostali con grandi bacini e un’ ampia catena montuosa sollevata di oltre 4000 m è stata scolpita per milioni di anni dalla più grande calotta glaciale (in caso di scioglimento equivalente a oltre 60 m di innalzamento del livello medio marino) in una storia complessa di espansioni e contrazioni punteggiata da innumerevoli episodi vulcanici. Per le sue innumerevoli caratteristiche geologiche e geomorfologiche la Terra Vittoria rappresenta una delle regioni del pianeta con la più elevata geodiversità indispensabile per comprendere le complesse interazioni dei processi ambientali nelle regioni polari, la risposta delle calotte di ghiaccio ai cambiamenti climatici e l’eventuale futuro utilizzo di georisorse in un’ ottica di sviluppo sostenibile.

Il gruppo che condurrà la ricerca  comprende 5 unità di ricerca con ricercatori di diverse università nazionali, enti di ricerca (CNR, INGV e OGS) e con la partecipazione in una unità di insegnanti di scienze specificatamente dedicati, in sinergia con i ricercatori,  a un programma di didattica delle scienze e di outreach, di concerto con le attività di divulgazione scientifica del Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Siena.

La ricerca, supportata per la logistica dall’Agenzia ENEA, e coordinata dal CNR e dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide del MIUR, è stata sviluppata partendo dai risultati di un Progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica nel 2008 e si avvarrà di un finanziamento del PNRA, confermato anche per il biennio 2014-2015, attraverso l’approvazione di una proposta valutata da revisori stranieri.

 

 

 

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