In navigazione nell’Oceano Meridionale Antartico

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La base Mario Zucchelli vista dalla nave

 

 

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Sole di mezzanotte sulla baia

 

Il 5 gennaio tardo pomeriggio siamo stati imbarcati, tramite l’elicottero, sulla nave Italica ormeggiata sul pack, a non molta distanza dalla base italiana. L’Italica ha poi lasciato la Baia Terra Nova alle 23,30, salutando la base con tre prolungati fischi di sirena, iniziando ad avventurarsi in mare aperto, seppure costellato dai ghiacci del pack abitati da pinguini e foche, destinazione Nuova Zelanda.

 

L’Italica è una vecchia nave sovietica ristrutturata, ancora ricca di fascino, lunga 130 metri, adattata alla navigazione polare con chiglia e prua rinforzate e capace di trasportare un gran numero di containers e di mezzi, dotata di numerosi laboratori di ricerca ed in grado di alloggiare circa 100 persone più l’equipaggio.

All’uscita di Baia Terra Nova abbiamo subito incontrato la prima cintura di ghiacci marini che cingeva la baia, attraversata senza particolari problemi, solo qualche colpo e scossone di più, dopodiché è iniziata la navigazione nel Mare di Ross. Il secondo giorno di navigazione è stato tranquillo, con mare poco agitato e ghiacci che ci circondavano ovunque. Ogni tanto assistevamo all’apparizione di giganteschi icebergs che ci lasciavamo alle spalle.

Durante il terzo giorno la nave ha fortemente rallentato in modo da evitare una grossa perturbazione prevista nell’oceano giusto lungo la nostra rotta, con un mare stimato di forza 10!! Usciamo dal Mare di Ross attraversando la seconda cintura di ghiacci ed entriamo nell’oceano. Il mare ingrossa sempre di più e molte persone iniziano ad accusare i primi problemi; i tavoli, le sedie, le valigie ed i mobili vengono legati per evitare che vadano a sbattere, i portelloni che danno sui ponti esterni vengono chiusi per sicurezza.

La navigazione in oceano aperto si è protratta dal quarto sino all’ottavo giorno, con mare agitato, forte vento e qualche nevicata, ma riuscendo ad evitare la burrasca che temevamo. Ad ogni modo il disagio è stato ripagato, prima dalla visione spettrale degli ultimi icebergs alla deriva, e poi da frotte di albatros e di altri uccelli che seguivano costantemente la scia della nave, oltreché dai guizzi dei delfini. Infine, il graduale ritorno alla notte, a partire dai primi crepuscoli intorno alla latitudine di 65°S, poco oltre l’attraversamento del Circolo Polare Antartico, è stato come una sorta di bentornati a casa. Il quinto giorno, superato il 60°S, dopo circa due  mesi, rivediamo tramontare il sole, grazie ad uno spiraglio nel cielo coperto dalle nuvole, mentre la temperatura va gradualmente aumentando: stiamo definitivamente uscendo dal sistema polare.

Finalmente il 13 gennaio, ottavo giorno di navigazione, avvistiamo terra, seppure avvolta tra le nubi, è l’isola meridionale della Nuova Zelanda, dove si trova il porto di approdo di Lyttelton. Arriviamo in porto la notte tra il 13 ed il 14 gennaio, due rimorchiatori si avvicinano e conducono la nave verso il molo.

Sbarchiamo la mattina seguente e subito proviamo la strana sensazione di “mettere i piedi a terra”.

Trascorriamo la giornata a zonzo per la città di Christchurch e nella penisola di Banks, per poi fare ritorno in serata alla nave ormeggiata che ci ospiterà per l’ultima notte.

Il giorno seguente ci aspetta il lunghissimo volo per l’Italia.

 

 

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L’Italica ormeggiata nella Baia Terra Nova

 

 

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Elicottero in decollo dall’helipad

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La prima cintura di ghiacci

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Foca sul pack

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Icebergs alla deriva che scompaiono nella tormenta di neve

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Mare di Ross

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La seconda cintura di ghiacci

 

 

 

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Oceano Meridionale Antartico

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Ingresso al porto di Lyttelton

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Le linee rosse indicano la rotta della nave, quella di sinistra è la rotta di ritorno. Le aree colorate intorno all’Antartide rappresentano i ghiacci marini ed i loro spessori.

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L’Italica al molo

 

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One response to “In navigazione nell’Oceano Meridionale Antartico

  1. Grazie ancora Franco per il diario di bordo autentico e affascinante come un racconto di Melville ma nello stesso tempo ricco di rigore scientifico, un abbraccio affettuoso e a presto. Emilia

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