Un antico oceano nella Terra Vittoria Meridionale

Durante il soggiorno presso la base americana di McMurdo sono state effettuate due missioni giornaliere nelle aree a nord del basso Ferrar Glacier e ad est del medio Skelton Glacier, dove affiora il basamento cristallino costituito dalle rocce più antiche presenti nella regione (da circa 480 a oltre 600 milioni di anni).

Fig 1

Area investigata dal team del basamento cristallino.

In queste regioni, all’interno di sequenze metamorfiche di origine sedimentaria (gneiss, quarziti e subordinati marmi) abbiamo rinvenuto lenti da metriche a decametriche di metabasiti e rocce ultramafiche metamorfosate (originarie rocce di natura basaltica e di crosta oceanica profonda o di mantello).

Fig 2A_N Ferrar GlacierFig 2B_Skelton Gl

Lenti di rocce ultramafiche metamorfosate rinvenute presso il Nussbaum Riegel (nord Ferrar Glacier) ed il Baronick Glacier (Skelton Glacier).

Questo rinvenimento costituisce una importante scoperta fatta per la prima volta nella regione in esame: le lenti potrebbero infatti testimoniare dei relitti di crosta oceanica e rappresentare quindi una cosiddetta “zona di sutura”, in cui brandelli di crosta oceanica vengono strizzati, sepolti a forti profondità ed infine riportati in superficie nelle zone caratteristiche dei margini di placca di tipo convergente.

Fig 3 subduzione_blog

Schema di ambiente tettonico convergente con subduzione di crosta oceanica al di sotto di crosta continentale (a) e successiva collisione continente-continente.

La zona ricca di queste particolari rocce è stata tracciata mediante una ricognizione da elicottero attraverso gran parte della Royal Society Range, dal Ferrar Glacier al Blue Glacier, e identificata anche più a sud, per quasi 80 km, attraverso la Miers Valley sino allo Skelton Glacier. Si tratta quindi di una caratteristica struttura fondamentale della regione che ha forti analogie con una fascia identificata negli anni 90 nella Terra Vittoria Settentrionale (nel Lanterman Range, oltre 600 km distante). Stranamente, queste rocce non sono state sinora mai descritte e interpretate per il loro peculiare valore geodinamico dai colleghi, neozelandesi e americani, che hanno svolto ricerche nella regione.

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